venerdì 16 maggio 2014

#TellEurope

Questo blog, più che di post, sembra fatto di numeri unici. Speravo di essere più assiduo, una volta (quasi) in pensione, ma la speranza fu vana. Ogni tanto qualcuno me lo ricorda: ma non scrivi più? Cosa vi devo dire, gli spunti non mancano, ma occorre trovare la pazienza di andare oltre un veloce post su facebook (o peggio, di un ancor più rapido twit) che dopo qualche minuto sono da buttare come le patatine invendute di MacDonald. Fine della premessa.
Ieri sera è andato in onda su Rainews (e in Eurovisione) un dibattito a cui hanno partecipato i candidati a presidente della prossima Commissione Europea: quanti lo sapevano, chi se ne accorto? La TV ne ha parlato “en passant” nei telegiornali di oggi, a cose fatte; i giornali, neanche una segnalazione in prima pagina. Gelosia professionale perché la moderatrice era l’italiana Monica Maggioni? O perché l’informazione e la politica preferiscono seguire l’onda e parlare di Europa quando si tratta di euro o di immigrati? Parafrasando Kennedy sarebbe ora che ci chiedessimo cosa possiamo fare noi per l’Europa e non limitarci a criticarne le scelte, come se noi fossimo un paese di un altro continente colonizzato dall’Europa.
Altro tema caro alla politica e all’informazione: il semestre europeo a presidenza italiana; come ho scritto su facebook ci stanno facendo una testa così sull’argomento. Avete mai sentito o letto delle iniziative greche durante il primo semestre di quest’anno? Non voglio fare il maestrino, ma dopo il trattato di Lisbona la presidenza semestrale non conta quasi più nulla: perché nessun politico lo dice e, soprattutto, perché nessun giornalista ne discute?

Mi fermo, mi stanno sudando i polpastrelli… A fra un anno? E ancora, non ho usato troppi punti interrogativi?

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