Questo blog, più che di post, sembra fatto di numeri unici.
Speravo di essere più assiduo, una volta (quasi) in pensione, ma la speranza fu
vana. Ogni tanto qualcuno me lo ricorda: ma non scrivi più? Cosa vi devo dire,
gli spunti non mancano, ma occorre trovare la pazienza di andare oltre un
veloce post su facebook (o peggio, di un ancor più rapido twit) che dopo
qualche minuto sono da buttare come le patatine invendute di MacDonald. Fine
della premessa.
Ieri sera è andato in onda su Rainews (e in Eurovisione) un
dibattito a cui hanno partecipato i candidati a presidente della prossima
Commissione Europea: quanti lo sapevano, chi se ne accorto? La TV ne ha parlato “en passant”
nei telegiornali di oggi, a cose fatte; i giornali, neanche una segnalazione in
prima pagina. Gelosia professionale perché la moderatrice era l’italiana Monica
Maggioni? O perché l’informazione e la politica preferiscono seguire l’onda e
parlare di Europa quando si tratta di euro o di immigrati? Parafrasando Kennedy
sarebbe ora che ci chiedessimo cosa possiamo fare noi per l’Europa e non
limitarci a criticarne le scelte, come se noi fossimo un paese di un altro
continente colonizzato dall’Europa.
Altro tema caro alla politica e all’informazione: il
semestre europeo a presidenza italiana; come ho scritto su facebook ci stanno
facendo una testa così sull’argomento. Avete mai sentito o letto delle
iniziative greche durante il primo semestre di quest’anno? Non voglio fare il
maestrino, ma dopo il trattato di Lisbona la presidenza semestrale non conta
quasi più nulla: perché nessun politico lo dice e, soprattutto, perché nessun
giornalista ne discute?
Mi fermo, mi stanno sudando i polpastrelli… A fra un anno? E
ancora, non ho usato troppi punti interrogativi?
Nessun commento:
Posta un commento