venerdì 6 giugno 2014

Parole magiche IL GIORNO DOPO




Oggi si è aperto l’annuale convegno dei giovani di Confindustria su “Sapere. Fare. Impresa. Verso un nuovo Umanesimo industriale”. Il Sole 24 ore riferisce che il presidente Marco Gay ha sottolineato che “non dobbiamo far rimpatriare solo capitali ma produzioni”, puntando il dito contro “la delocalizzazione di quelle imprese che producono utili ma vanno alla ricerca di manodopera sempre più sottopagata”.
Proprio ieri avevo affrontato l’argomento http://sannozero.blogspot.it/2014/06/parole-magiche-oltre-due-anni-dopo.html, oggi forse qualcuno si sta rendendo conto che non è più possibile togliere carte dal castello. Che questa consapevolezza sia frutto dell’“umanesimo” o della convenienza, poco importa: ciò che conta è modificare la direzione delle cose, o come piace dire a me, cambiare le parole magiche che contrassegnano un periodo di tempo.
E' bello immaginare che i rampolli confindustriali, piuttosto che star chiusi nelle supersorvegliate ville di famiglia a rimirare diamanti (a proposito, mi dicono che per i tagliatori di pietre preziose il lavoro è aumentato moltissimo; tanto per non avere dubbi sull’allargamento della forbice ricchi/poveri) preferiscano vivere in mezzo a gente felice. E se sono troppo romantico che almeno abbia ragione il buon vecchio Adam Smith che affidava il nostro pranzo non alla umanità del macellaio e del birraio ma al loro egoismo.

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